Maurice Hewitt

Maurice Hewitt (1884–1971) fu un violinista, direttore d’orchestra e insegnante francese. Per quasi vent’anni ricoprì il ruolo di secondo violino nel Quartetto Capet, considerato uno dei quartetti d’archi più ammirati dei primi decenni del Novecento. Dopo lo scioglimento del quartetto nel 1928, insegnò negli Stati Uniti, fondò un quartetto d’archi a proprio nome e creò un’orchestra da camera.

Durante l’occupazione tedesca della Francia, l’orchestra incise opere di Rameau nel tentativo di promuovere il patrimonio culturale francese. Allo stesso tempo, Hewitt collaborò con la Resistenza nel gruppo Jean-Marie, collegato alla rete «Buckmaster» dello Special Operations Executive (SOE) britannico. Ospitò aviatori alleati e li aiutò a fuggire. Denunciato, fu arrestato nel novembre 1943 e deportato nel campo di concentramento di Buchenwald nel gennaio 1944, all’età di 59 anni.

Nel campo riuscì a procurarsi un violino grazie all’organizzazione clandestina dei prigionieri e formò un quartetto d’archi. Tennero concerti nelle baracche. Fu tra i primi prigionieri francesi rimpatriati in aereo dopo la liberazione del campo nell’aprile 1945. Tornato in Francia, ricostituì la propria orchestra e il quartetto. Continuò a esibirsi e a insegnare fino al ritiro, a metà degli anni Cinquanta.

Il Quartetto Capet

Il Quartetto Capet, 1921-1928. Lucien Capet (1873–1928) – Primo violino e fondatore dell’ensemble, famoso per il suo lavoro pionieristico sulla tecnica classica dell’archetto (Technique Supérieure de l'Archet), Maurice Hewitt (1884–1971) – secondo violino, Camille Delobelle (1892-1974) – violoncello e Henri Benoît (1886-1969) – viola.

Hewitt nacque il 6 ottobre 1884 ad Asnières, oggi Asnières-sur-Seine, vicino a Parigi. Dopo aver studiato violino al Conservatorio di Parigi, lavorò in complessi di musica antica prima di unirsi al quartetto diretto dal violinista e insegnante Lucien Capet. Le fonti non concordano sulle date esatte, ma secondo il critico musicale Jonathan Woolf Hewitt suonò il secondo violino dal 1909 fino allo scioglimento del quartetto nel 1928, con un’interruzione durante la Prima guerra mondiale.

Il Quartetto Capet era noto per la coesione e per l’uso misurato del vibrato, che alcuni ascoltatori successivi giudicarono austero. Il violinista e storico Boris Schwarz, che lo aveva ascoltato, riteneva tuttavia rari i lunghi passaggi senza vibrato e individuava altrove la forza dell’ensemble:

«Il segreto del Quartetto Capet era che ogni componente aveva assimilato pienamente l’approccio tecnico e musicale di Capet. L’uniformità della tecnica, del suono e della concezione musicale era insuperabile. Parlava con una sola voce: quella di Capet».

Hewitt raccontò a Ivan Mahaim, studioso degli ultimi quartetti di Beethoven, una delle più note esecuzioni private del gruppo. Nell’aprile 1913 la contessa Joachim Murat organizzò una serata per dimostrare al direttore Felix Weingartner, allora a Parigi, che Beethoven non aveva sbagliato a scrivere la *Grande fuga* per quartetto d’archi anziché per orchestra. Il quartetto eseguì il brano senza preavvertire Weingartner. Secondo Hewitt, il direttore ascoltò con la testa tra le mani e, alla fine, riconobbe a Capet di essersi sbagliato. Mantenne poi la promessa di pubblicare una rettifica.

La Prima guerra mondiale interruppe l’attività dell’ensemble. Il violoncellista Marcel Casadesus morì in combattimento nel 1914 e il violista Henri Casadesus lasciò il quartetto per dedicarsi alla Société des Instruments Anciens. Nel 1919 Capet fondò un nuovo quartetto con Hewitt al secondo violino, Henri Benoît alla viola e Camille Delobelle al violoncello. Il gruppo registrò quartetti di Beethoven, Debussy e Ravel. Alla morte di Capet, il 17 dicembre 1928, Hewitt tentò di mantenere attivo il quartetto per onorare gli impegni già assunti, ma l’ensemble si sciolse.

Insegnamento, Quartetto Hewitt e orchestra da camera

Nel 1930 Hewitt si recò negli Stati Uniti per insegnare a Cleveland. Tornò in Francia quattro anni dopo e divenne professore di violino all’American Academy, nei pressi di Parigi. Fondò inoltre il Quartetto d’archi Hewitt, attivo prima e dopo la Seconda guerra mondiale.

Le fonti divergono sulla data di fondazione dell’Orchestra da camera Hewitt: 1939 oppure 1941. Il repertorio si concentrava sui compositori barocchi francesi, tra cui Couperin, Corrette e Rameau, e sulla musica della corte di Versailles, accanto a opere di Händel, Mozart e Schubert. Durante l’Occupazione l’orchestra registrò musiche di Rameau nell’ambito di un tentativo di promuovere il patrimonio culturale francese.

Nel 1942 furono registrati estratti dell’opéra-ballet *Les Indes galantes*, pubblicati nel 1943 con Irène Joachim, Camille Maurane e Raymond Malvasio. Nel 1941 l’orchestra incise il Concerto per clarinetto in la maggiore K. 622 di Mozart con François Étienne per l’etichetta Les Discophiles Français (DF 7–10). Per molti anni questa registrazione rimase una versione di riferimento. Hewitt registrò anche con il Trio d’archi Pasquier.

Resistenza e arresto

Pur continuando a lavorare pubblicamente come direttore d’orchestra, Hewitt entrò nel gruppo di resistenza Jean-Marie, affiliato alla rete «Buckmaster», la sezione francese del SOE britannico, chiamata così dal suo responsabile Maurice Buckmaster. La rete organizzava sabotaggi, propaganda e vie di fuga. Hewitt ospitò paracadutisti americani e procurò loro documenti falsi; secondo Daisy Fancourt, l’organizzazione aiutò aviatori alleati a raggiungere la Spagna.

Fu denunciato e arrestato il 29 novembre 1943. Dopo la detenzione a Fresnes e nel campo di transito di Compiègne, fu deportato con il convoglio I.173, partito da Compiègne il 27 gennaio 1944. Arrivò a Buchenwald il 29 gennaio e venne registrato con il numero di prigioniero 44007.

Archive photo of violinist Maurice Hewitt

Maurice Hewitt (centre) Charles Sander (right) and Tex (left) after liberation from Buchenwald, April 1945. Éric Schwab, Agence France-Presse.

Buchenwald, vicino a Weimar, fu costruito a partire dal luglio 1937. Prima della liberazione vi furono imprigionate tra 239.000 e 250.000 persone; circa 56.000 morirono, tra cui 11.000 ebrei. La musica faceva parte della routine del campo: le SS trasmettevano musica dagli altoparlanti e l’orchestra dei prigionieri suonava marce nella piazza centrale durante gli appelli e la partenza e il ritorno delle squadre di lavoro.

Hewitt fu assegnato al Kommando dei «calzini», incaricato di riparare gli indumenti dei prigionieri. Attraverso le reti di solidarietà del campo ottenne un violino e formò un quartetto con prigionieri cechi, tra cui Gustav Wegerer, Kapo del blocco di patologia. Il quartetto suonò in diverse baracche, compreso un concerto privato il 1º maggio 1944. Lo scrittore francese ed ex prigioniero Pierre Durand scrisse che, grazie all’organizzazione clandestina, un violinista talentuoso come Hewitt poté tenere concerti in alcuni blocchi. Un’altra testimonianza colloca i concerti classici notturni nella soffitta dell’Effektenkammer, il deposito dei beni confiscati ai prigionieri, accanto al jazz della band di Jiří Žák.

È sopravvissuto un programma manoscritto di un concerto del Quartetto Hewitt a Buchenwald nel 1944, riprodotto sul retro del libretto di una ristampa discografica del 2006. Nel campo Hewitt strinse amicizia con Maurice Braun, responsabile della rete di resistenza Publican. Dopo la guerra Braun sposò la pianista Agnelle Bundervoët, con cui Hewitt aveva suonato.

Liberazione e ritorno

All’inizio di aprile 1945, con l’avvicinarsi delle forze statunitensi, le SS evacuarono migliaia di prigionieri da Buchenwald e dai sottocampi con marce forzate verso Dachau e Flossenbürg; molti morirono durante il percorso. L’11 aprile il Comitato internazionale clandestino dei prigionieri organizzò una rivolta e il campo fu liberato lo stesso giorno da unità della Terza armata statunitense del generale Patton.

Dopo la liberazione, Hewitt suonò per i 21.000 sopravvissuti durante la prima messa ufficiale celebrata nel campo dal sacerdote belga Leloir. Una fotografia dell’archivio del Memoriale di Buchenwald lo mostra al centro di un gruppo di tre prigionieri francesi liberati, davanti alla recinzione del campo.

Il 18 aprile 1945 fu fotografato all’arrivo all’aeroporto di Le Bourget, vicino a Parigi, con il primo gruppo di prigionieri francesi rimpatriati in aereo da Buchenwald. Fancourt riferisce che, dopo la liberazione, Hewitt diresse il *Requiem* di Fauré indossando gli abiti da prigioniero, in memoria dei cittadini francesi morti nei campi.

Dopo la guerra Hewitt ricostituì l’orchestra da camera e il quartetto d’archi, continuando a esibirsi e a incidere. Nel 1952 registrò i *Six Concerts en sextuor* di Rameau per Les Discophiles Français (DF 1). Tra i dischi pubblicati nel 1953–54 figuravano le Sinfonie n. 8 e n. 4 di Schubert; le Suite orchestrali n. 1 e n. 2 di Bach con il flautista Jean-Pierre Rampal; il Concerto per clarinetto di Mozart con François Étienne, abbinato al Quintetto per clarinetto K. 581 con il Quartetto Végh; i dodici minuetti di Mozart e *Eine kleine Nachtmusik*; e l’integrale della *Musica sull’acqua* di Händel.

Recensendo nel 2006 la ristampa Cascavelle di queste registrazioni e degli estratti del 1942 da *Les Indes galantes*, Jonathan Woolf sottolineò il fraseggio «ampio e romantico» di Hewitt e descrisse le interpretazioni come prova della sua affettuosa identificazione con le partiture di Rameau. Hewitt lasciò la cattedra nel 1955, al compimento dei settant’anni.

Sposò la pianista Simone Tilliard, amica d’infanzia di Francis Poulenc e dedicataria della Sonata per pianoforte a quattro mani (1918) e della mélodie «L’Espionne» da *Calligrammes*. Maurice Hewitt morì il 7 novembre 1971 a Créteil, nella Val-de-Marne.

Fonti

Association Française Buchenwald, Dora et Kommandos. "Maurice Hewitt (1884–1971)." Excerpt from Buchenwald par ses témoins: Histoire et dictionnaire du camp de concentration de Buchenwald-Dora et de ses kommandos (1937–1945). Paris: Belin, 2014. asso-buchenwald-dora.com/maurice-hewitt-1884-1971/ (accessed 14 October 2026).

Buchenwald Memorial. "Portrait of three liberated French prisoners in front of the camp fence." Photo archive, item 5731. fotoarchiv.buchenwald.de/detail/5731 (accessed 14 October 2026).

Buchenwald Memorial. "Arrival of the first group of French prisoners from the liberated Buchenwald concentration camp at Le Bourget Airport, 18 April 1945." Photo archive, item 3414. fotoarchiv.buchenwald.de/detail/3414 (accessed 14 October 2026).

"Agnelle Bundervoët at 100." The Piano Files. www.thepianofiles.com/agnelle-bundervoet-at-100/ (accessed 14 October 2026).

Discogs. "Collection des Discophiles Français." Label page. www.discogs.com/label/832353-Collection-Des-Discophiles-Fran%C3%A7ais (accessed 14 October 2026).

Fancourt, Daisy. "The Paris Conservatoire." Music and the Holocaust. World ORT. holocaustmusic.ort.org/resistance-and-exile/french-resistance/the-paris-conservatoire/ (accessed 14 October 2026).

"François Etienne, clarinettiste et éminent musicien." Musimem. www.musimem.com/Etienne.htm (accessed 14 October 2026).

Johnson, Kelley Marie. "Lucien Capet: Comparisons and Connections to Contemporary Violin Bowing Technique." Doctoral dissertation, University of Iowa, 2010. ProQuest Dissertations & Theses (3461392). www.proquest.com/openview/ea2974352f06814de6da23dc0ffb815a/1 (accessed 14 October 2026). Includes Maurice Hewitt's account written to Ivan Mahaim.

"Maurice Hewitt." OPUSCLAM. opusclam.com/db/person-view (accessed 14 October 2026).

"Music in the Buchenwald Concentration Camp." Music and the Holocaust. World ORT. holocaustmusic.ort.org/places/camps/central-europe/buchenwald/ (accessed 14 October 2026).

Schwarz, Boris. Great Masters of the Violin. New York: Simon & Schuster, 1983, p. 372.

"Tilliard." The Encyclopedia of French Art Song. RILM. rme.rilm.org/articles/fas03021/1.0/fas03021 (accessed 14 October 2026).

Woolf, Jonathan. Review of Rameau: Six Concerts en sextuor; Les Indes galantes (excerpts), Maurice Hewitt Chamber Orchestra (Cascavelle VEL 3092). MusicWeb International, September 2006. www.musicweb-international.com/classrev/2006/Sept06/Rameau_VEL3092.htm (accessed 14 October 2026).

Un ritratto di Maurice Hewitt realizzato dall’artista Boris Taslitzky mentre entrambi erano detenuti a Buchenwald, il 30 novembre 1944. © Museo della Resistenza Nazionale.

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